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Decadimento delle funzioni cognitive

La riabilitazione delle funzioni cognitive nel decadimento cognitivo lieve attraverso l’utilizzo di interventi multi-dimensionali

I pazienti con decadimento cognitivo lieve possono trarre i maggiori benefici dagli interventi di riabilitazione compensatoria perché sono cognitivamente integri, cioè sono consapevoli delle loro abilità e dei loro deficit, e possono apprendere nuove conoscenze sui loro processi cognitivi.
Il percorso di riabilitazione consiste innanzitutto nell’aiutare il soggetto a trovare un metodo per lui utile a contenere l’ansia e ridurre la depressione. In seguito vengono proposte attività volte a stimolare le funzioni cognitive e ad insegnare specifiche strategie per recuperare le abilità deficitarie, cercando il modo di utilizzare queste tecniche nella vita di tutti i giorni.
Percorsi riabilitativi di questo tipo hanno ottenuto un aumento del benessere generale dei pazienti, una riduzione soggettiva delle difficoltà cognitive ed un miglioramento delle performance nella vita di tutti i giorni.
Questi interventi, definiti multidimensionali, ottengono buoni risultati ed inoltre sono di tipo non-farmacologico e pertanto si dimostrano un utile supporto ad eventuali terapie farmacologiche proposte dal medico specialista.
Gli effetti positivi della riabilitazione multidimensionale aiutano a mantenere l’autonomia e a ritardare una eventuale progressione dello stato di decadimento cognitivo lieve da demenza.

Che cos'è

Il decadimento cognitivo lieve (“mild cognitive impairment” o MCI) è definito come una situazione di confine tra il normale invecchiamento e la demenza.

Si parla di MCI quando le facoltà mentali di una persona peggiorano rispetto a quanto ci si aspetterebbe in rapporto alla sua età e scolarità, senza tuttavia compromettere il normale svolgimento delle attività quotidiane.
Per quanto riguarda la progressione della malattia, si possono avere esiti differenti; per alcune persone, i deficit rimangono stabili nel tempo o addirittura migliorano; tuttavia, più della metà di questi soggetti tende a progredire verso una demenza vera e propria nel giro di cinque anni.
I soggetti con diagnosi di MCI mostrano una buona consapevolezza di malattia. Per questo motivo, sono frequenti cambiamenti dell’umore e del comportamento, quali stati depressivi, ansia, aggressività, apatia e ritiro dalla vita sociale.

Come viene diagnosticato

Quando si sospetta la presenza di un decadimento cognitivo lieve, è bene rivolgersi al proprio medico in modo da decidere per eventuali approfondimenti specialistici. Ad ogni modo, è utile sapere che per poter diagnosticare un MCI è necessario sottoporsi a un’approfondita VALUTAZIONE NEUROPSICOLOGICA che indaghi vari aspetti del funzionamento cognitivo in modo da capire se ci sia effettivamente qualche tipo di compromissione.
Tra gli strumenti utilizzati dal neuropsicologo per la diagnosi, i principali sono:

  • anamnesi medica prossima e remota: malattie pregresse e in atto
  • valutazione dei livelli di indipendenza e delle attività nel quotidiano: ci si
    focalizza su qualunque modifica possa essere avvenuta nella vita di tutti i
    giorni;
  • colloqui con i famigliari o con coloro che si prendono cura della persona
    esaminata: forniscono un ulteriore punto di vista su come il funzionamento
    cognitivo possa essersi modificato;
  • valutazione delle funzioni cognitive: vengono utilizzati TEST
    NEUROPSICOLOGICI costruiti specificamente per analizzare il livello della
    memoria.;
  • valutazione del tono dell’umore: per verificare alcuni disturbi dell’emotività
    e in particolare la depressione, che può influire sulla piena espressione del
    funzionamento cognitivo stesso.

Come gestire l'impatto nella vita quotidiana

Al momento, non esistono farmaci risolutivi per il trattamento del decadimento cognitivo lieve e della malattia di Alzheimer.
Le seguenti strategie sono risultate utili per i soggetti che hanno mostrato segni di decadimento cognitivo lieve, in particolare nel ritardare il declino delle abilità di ragionamento:

  • esercizio fisico regolare e controllo dei fattori di rischio cardiovascolare: in
    questo modo, beneficia in particolar modo il sistema cardiovascolare.
    partecipazione alle attività sociali: aiutano a mantenere le funzioni cerebrali
    ad un alto livello di attività;
  • partecipazione alla stimolazione cerebrale: si tratta di compiti finalizzati
    alla riattivazione delle competenze residue e al rallentamento della perdita
    funzionale.

Fasi della diagnosi e dell'intervento terapeutico

Le fasi attraverso cui si svolgono la diagnosi e l’intervento terapeutico sono:

  • COLLOQUIO NEUROPSICOLOGICO: valutazione della storia medica,
    della storia psicologica, della storia cognitiva, del tono dell’umore, della
    comprensione verbale e della memoria.
  • ESAME NEUROPSICOLOGICO
  • RIABILITAZIONE DELLE FUNZIONI COGNITIVE: è un intervento finalizzato
    al RECUPERO delle abilità cognitive e comportamentali compromesse);
  • MONITORAGGIO: valutazione di eventuali MIGLIORAMENTI rispetto non
    solo alla prestazione testistica, ma anche e soprattutto al benessere del
    paziente.

Medico operatore

Dott.ssa BARBAROSSA Manuela
Psicologa in ambito neuropsicologico

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