Visite specialistiche

Chirurgia ambulatoriale e clinica

Chirurgia vascolare

Che cos'è

Ancora oggi nell’immaginario collettivo il chirurgo vascolare si identifica come esperto che opera le vene delle persone ma si tratta solo di uno dei campi in cui questa branca si è sviluppata.

Il chirurgo vascolare è uno specialista che tratta le malattie dell’albero vascolare, cioè sia del sistema venoso che di quello arterioso, che hanno dal punto di vista epidemiologico e dell’impatto sociale due pesi e condizioni diverse.

L'insufficienza venosa

Da un lato l’insufficienza venosa cronica e le vene varicose sono estremamente frequenti, con una proporzione di 5 donne colpite contro un uomo; è, questa, una malattia che può diventare anche invalidante per le possibili complicanze come ulcere e flebiti ma non è direttamente responsabile di rischio di morte. E’ però importante per l’impatto sociale: si calcola che per le malattie venose vi sia una perdita importante di ore di lavoro in età produttiva ma l’aspetto più rilevante è l’impatto estetico, che ha comportato una crescente necessità di trattamento; quest’ultimo è molto composito e ci sono tante novità termini terapeutici e chirurgici: la chirurgia delle vene varicose una volta era solo per l’asportazione della parte malata, mentre oggi ci sono tecniche mini invasive come laser e radiofrequenza, opportunità terapeutiche quasi ambulatoriali che danno ottimi benefici e qualità.

Sotto questo aspetto il Poliambulatorio San Paolo offre prestazioni di tipo clinico diagnostico e terapeutico ambulatoriale come la terapia sclerosante o di minimo impatto.

Le vasculopatie arteriose e l'arteriosclerosi

Un problema più serio sono le vasculopatie di tipo arterioso, oggi la causa più importante di morbi-mortalità, e l’arteriosclerosi. L’innalzamento della durata della vita non può che far ammalare i tubi che portano il sangue: le incrostazioni che portano il sangue arterioso, vitale per i tessuti, causano problemi alla qualità di vita e anche mortalità a seconda del distretto interessato. Quando sono colpite coronarie abbiamo gli infarti, di cui si occupano i cardiologi ma ci sono molte più arterie nel corpo che non quelle legate al cuore e coronariche; quando l’incrostazione va a localizzarsi nei vasi epiaortici che portano il sangue alla testa – le carotidi – il rischio è quello dell’ictus cerebrale, causa importante di mortalità: sappiamo che l’80% degli ictus ischemici sono causati dalla presenza di queste placche, che si possono trattare e rimuovere: questo è compito del chirurgo vascolare.

Vi sono poi le dilatazioni, cioè gli aneurismi, che tanta paura fanno perché si arriva alla formazione di un’anomalia circolatoria che rende più fragile il vaso: quando l’aorta si rompe ecco allora le gravi complicanze spesso relazionabili alla morte, ma oggi abbiamo a disposizione anche un intervento mini invasivo con stent e protesi, oltre alla chirurgia tradizionale che si è evoluta, un altro grande campo d’azione.

Le vasculopatie periferiche

Infine vi è l’altro problema importante delle vasculopatie periferiche, spesso associate a diabete e obesità, causa di una quota importante di menomazioni: in provincia di Cuneo sono amputate più di 150 persone, in Piemonte più di mille, in Italia oltre 10 mila per motivi vascolari. Spesso questa patologia è misconosciuta e non seguita con percorsi diagnostici terapeutici adeguati ma grazie a una sorta di carta del rischio possiamo scoprire i soggetti ad alto rischio, e correggendo una serie di fattori e con adeguate terapie possiamo salvare le gambe.

Il chirurgo vascolare è quindi un attore importante della qualità e della salute delle persone, interagendo in maniera globale sul paziente dalla testa ai piedi: un po’ internista per correggere alcuni fattori di rischio, un po’ diagnostico con esami come doppler ed ecodoppler, molto chirurgo e interventista con le macchine più sofisticate. E’, questo, un bagaglio di opportunità da mettere a disposizione pazienti.

Richiesta Informazioni